monumento funebre ilaria del carretto Lucca

Ilaria del Carretto a Lucca: Dove Trovarla, la Storia e il Mistero del Cane ai Suoi Piedi

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Nella sagrestia della Cattedrale di San Martino a Lucca c’è un’opera che ferma il tempo. Una giovane donna giace distesa su un sarcofago di marmo bianco, gli occhi chiusi, le mani composte, un cagnolino fedele ai suoi piedi. Non sembra morta — sembra dormire. E da oltre seicento anni, chi la guarda resta in silenzio.

Il monumento funebre di Ilaria del Carretto è una delle sculture più celebri del Rinascimento italiano, ammirata da poeti come D’Annunzio, Quasimodo e Pasolini, e visitata ogni anno da migliaia di persone da tutto il mondo. È l’opera più famosa di Lucca — e forse il motivo per cui molti, dopo averla vista, decidono di tornare.

monumento funebre ilaria del carretto Lucca

La Storia di Ilaria del Carretto

Ilaria nacque nel 1379 a Zuccarello, un piccolo borgo ligure, figlia del marchese Carlo I del Carretto. Nel 1403, a ventiquattro anni, sposò Paolo Guinigi, il potente signore di Lucca, che governava la città dal 1400. Il matrimonio fu celebrato con grande sfarzo nella Chiesa di San Romano.

Dall’unione nacque nel 1404 il primogenito Ladislao. Ma il destino riservava a Ilaria un epilogo tragico: l’8 dicembre 1405, a soli venticinque anni, morì dando alla luce la secondogenita, una bambina a cui fu dato il suo stesso nome — Ilaria Minor.

Paolo Guinigi, devastato dal dolore, volle che la memoria della giovane moglie fosse eterna. Si rivolse allo scultore più promettente dell’epoca: Jacopo della Quercia, artista senese che stava emergendo come uno dei grandi innovatori della scultura italiana.

Jacopo lavorò al monumento dal 1406 al 1408 circa, creando un’opera che non aveva precedenti nella scultura funeraria italiana.


L’Opera: Perché è un Capolavoro

Fino a quel momento, i monumenti funebri in Italia presentavano il defunto all’interno di strutture architettoniche complesse, addossate a una parete. Jacopo della Quercia fece qualcosa di radicalmente nuovo: scolpì il corpo di Ilaria disteso su un sarcofago isolato, visibile a tutto tondo da tutti e quattro i lati. Una tipologia che in Europa era riservata alle sepolture regali — e che a Lucca, per la moglie di un signore locale, rappresentava un gesto di ambizione e d’amore.

La figura di Ilaria

Il corpo di Ilaria è scolpito a grandezza quasi reale. Il volto è di una dolcezza straordinaria — non c’è sofferenza, non c’è rigidità: sembra dormire un sonno sereno. Il marmo è levigato fino a sembrare pelle vera, tanto che si è ipotizzato che Jacopo abbia usato una maschera funebre per riprodurre i tratti del viso.

La veste riflette la moda del primo Quattrocento: una pellanda con ampie maniche, polsini aderenti, cintura alta sotto il seno e un soggolo (colletto rigido) che incornicia il volto. I capelli sono raccolti in una cercina, un’acconciatura tipica dell’epoca, trattenuta da una fascia imbottita.

Le mani non sono giunte in preghiera, come era consuetudine nelle tombe francesi, ma adagiate sul corpo — un gesto di quiete che contribuisce alla sensazione di sonno piuttosto che di morte.

Il cane ai piedi

Ai piedi di Ilaria, un piccolo cane si accuccia fedele. È il dettaglio che tutti ricordano. Nel linguaggio simbolico dell’arte funeraria medievale, il cane rappresenta la fedeltà coniugale. Ma qui Jacopo della Quercia va oltre il simbolo: il cagnolino è scolpito con un realismo che commuove — sembra attendere il risveglio della sua padrona.

D’Annunzio scrisse di Lucca come la città “ove dorme la donna del Guinigi”. Quasimodo le dedicò una poesia nella raccolta Ed è subito sera. Pasolini la ricordò ne Le ceneri di Gramsci. Quel cagnolino, più di ogni altra cosa, è il motivo.

Il basamento

I lati lunghi del sarcofago sono decorati con putti reggifestoni, ispirati ai sarcofagi romani di età adrianea — un chiaro segno dell’influenza del nuovo Umanesimo che Jacopo aveva respirato a Firenze. Sui lati corti si trovano una croce arborata e gli stemmi delle famiglie Guinigi e Del Carretto.

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Le Vicende Storiche del Monumento

Il sarcofago non ha mai contenuto il corpo di Ilaria. La salma fu sepolta nella Cappella di Santa Lucia nella Chiesa di San Francesco a Lucca, dove nel 2012 una campagna di scavi ha portato al ritrovamento di resti che potrebbero essere i suoi — insieme a quelli di altre due mogli di Paolo Guinigi.

Il monumento ebbe una storia travagliata. Nel 1430, quando Paolo Guinigi fu deposto e i suoi beni confiscati, il sarcofago venne spogliato di tutto ciò che rimandava al “tiranno”: l’iscrizione commemorativa fu distrutta e l’opera spostata in una zona defilata del Duomo.

Per secoli il monumento fu separato in parti. Solo nel Novecento fu ricomposto nella sua interezza e collocato nella sagrestia, dove si trova ancora oggi.


Dove si Trova e Come Visitarla

Il monumento funebre di Ilaria del Carretto si trova nella sagrestia della Cattedrale di San Martino (il Duomo di Lucca), in Piazza San Martino.

Quando entri nel Duomo, il percorso di visita ti conduce nella sagrestia sulla destra. Ilaria è lì, al centro della sala, protetta ma visibile da tutti i lati — esattamente come Jacopo della Quercia l’aveva pensata.

Info pratiche

  • 📍 Dove: Cattedrale di San Martino, Piazza San Martino, Lucca
  • 💰 Biglietto: €4 intero, €2,50 ridotto — include l’ingresso alla Cattedrale e alla sagrestia dove si trova Ilaria
  • 🕐 Orari: Variabili stagionali. Indicativamente: 9:30-17:30 (inverno), fino alle 18:30 in estate. Verifica su museocattedralelucca.it
  • Accessibilità: La Cattedrale è accessibile; la sagrestia è al piano terra
  • 🎫 Lucca Visit Card: Il Complesso della Cattedrale aderisce alla Lucca Visit Card, il biglietto cumulativo per le principali attrazioni della città

💡 Consiglio: Vai la mattina presto, quando la sagrestia è quasi vuota. Potrai girare intorno al sarcofago e osservare i dettagli con calma — il cagnolino, i putti, la levigatura del marmo sul volto. È un’esperienza diversa rispetto a vederla in mezzo alla folla.


Cos’Altro Vedere nel Duomo

Mentre sei nella Cattedrale di San Martino, non perderti:

  • Il Volto Santo — l’antico crocifisso ligneo nella navata centrale, venerato fin dal Medioevo. Per secoli è stato il motivo per cui pellegrini da tutta Europa venivano a Lucca.
  • L’Ultima Cena del Tintoretto — nella terza cappella della navata destra
  • La facciata romanica — ammirala dall’esterno: ogni colonna è diversa dalle altre, e l’asimmetria dell’insieme (l’arco destro è più stretto per lasciare spazio al campanile) è uno dei dettagli che rendono il Duomo di Lucca unico.

👉 Per approfondire: Cattedrale di San Martino


Ilaria del Carretto nell’Itinerario di Lucca

La visita al Duomo e a Ilaria del Carretto è una delle tappe imperdibili di qualsiasi visita a Lucca. Ecco come inserirla nel tuo percorso:

🎟️ Vuoi scoprire la storia di Ilaria e del Duomo con una guida locale? Il walking tour di 2 ore del centro storico include la visita alla Cattedrale e ti racconta le storie che nessuna guida scritta può darti. Da €15 a persona, cancellazione gratuita.


Jacopo della Quercia: Lo Scultore

Jacopo di Pietro d’Agnolo, detto Jacopo della Quercia, nacque tra il 1371 e il 1375 a Quercegrossa, nei pressi di Siena — non a Lucca, come spesso si crede. È considerato uno dei padri della scultura rinascimentale, capace di fondere l’eleganza del gotico internazionale con il realismo del nuovo Umanesimo.

Il monumento di Ilaria è la sua opera più celebre, ma Jacopo lasciò capolavori in tutta Italia: la Fonte Gaia in Piazza del Campo a Siena (1408-1419) e il portale della Basilica di San Petronio a Bologna (1425-1438), opera che impressionò profondamente il giovane Michelangelo.

Morì a Siena nel 1438. Il monumento di Ilaria, realizzato quando aveva circa trent’anni, rimane il suo lascito più amato.


Ultimo aggiornamento: aprile 2026. Orari e prezzi possono variare — verifica sui siti ufficiali prima della visita. Alcuni link in questa pagina sono affiliati.

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