Il Labirinto del Duomo di Lucca: Significato, Storia e Leggenda
Sul pilastro destro del portico della Cattedrale di San Martino, proprio accanto al campanile, c’è un piccolo bassorilievo in marmo che attira l’attenzione di chiunque si fermi a guardare: un labirinto scolpito nella pietra, con un diametro di circa 50 centimetri. Accanto, un’iscrizione in latino. Al centro, una figura ormai consumata dal tempo.
È il labirinto di Lucca — uno dei simboli più enigmatici della città e uno dei labirinti medievali meglio conservati d’Europa. Risale alla fine del XII secolo ed è visibile gratuitamente, perché si trova all’esterno della chiesa, sotto il portico della facciata. Basta avvicinarsi al pilastro a ridosso della base del campanile per vederlo.
Ma cosa ci fa un labirinto con un’iscrizione pagana sulla facciata di una cattedrale cattolica?

L’Iscrizione Latina: Teseo, Arianna e il Minotauro
Accanto al labirinto è incisa un’iscrizione in latino ancora ben leggibile:
HIC QUEM CRETICUS EDIT DEDALUS EST LABERINTHUS DE QUO NULLUS VADERE QUIVIT QUI FUIT INTUS NI THESEUS GRATIS ARIADNE STAMINE IUTUS
La traduzione: “Questo è il labirinto costruito dal cretese Dedalo, dal quale nessuno che vi entrò poté uscire, eccetto Teseo, aiutato dal filo di Arianna.”
Al centro del labirinto si intravede una figura consumata dai secoli che, secondo gli studiosi, rappresentava Teseo che affronta il Minotauro. Il mito è quello classico: il re Minosse di Creta fa costruire dall’architetto Dedalo un labirinto per imprigionare il Minotauro, e solo l’eroe ateniese Teseo riesce a uccidere il mostro e a ritrovare la via d’uscita grazie al filo che Arianna gli aveva dato.
Un racconto della mitologia greca inciso su una cattedrale cristiana del XII secolo. Non è un errore — è una scelta deliberata e piena di significato.
Perché un Labirinto Pagano in una Chiesa Cattolica?
Nell’antichità il labirinto ha sempre simboleggiato il caos primordiale e il tentativo dell’uomo di imporgli un ordine. Un viaggio personale nei meandri della mente, pieno di pericoli, con la possibilità costante dello smarrimento, della perdita, del disorientamento. Al labirinto venivano attribuiti anche poteri magici e scaramantici: nelle sue spire gli spiriti maligni venivano attirati e intrappolati.
Il cattolicesimo medievale prese in prestito questa potente simbologia e la trasformò in un’allegoria di fede. Il centro del labirinto diventa Dio — la salvezza. Il filo di Arianna diventa la fede — l’unica guida capace di ricondurre l’uomo alla luce divina e di distoglierlo dal peccato. La Chiesa riscoprì la forza trasformatrice di questo simbolo arcaico e lo mise al servizio dei propri dogmi: vita, morte e rinascita in Cristo.
C’è un dettaglio che rende questa trasformazione ancora più raffinata. Il labirinto di Lucca è monocursale: non ha bivi né deviazioni. Sembra ingannevole, ma in realtà esiste un solo percorso. Nella leggenda di Teseo, il filo di Arianna non serve a scegliere la strada giusta (non ce n’è bisogno), ma a dare il coraggio di proseguire — la certezza che si può arrivare al centro e tornare indietro. Nella lettura cristiana, è la fede: non indica una scorciatoia, ma dà la forza di percorrere l’unica via.
Dalle 7 Spire Pagane alle 11 Medievali
La struttura del labirinto viene anche modificata nel passaggio dal mondo antico a quello cristiano. Il labirinto cretese e romano classico ha sette circonvoluzioni. Il labirinto medievale — come quello di Lucca e quello celebre della Cattedrale di Chartres in Francia — ne ha undici.
Il numero undici non è casuale: nella simbologia cristiana rappresenta il peccato, perché sta tra il 10 dei Comandamenti e il 12 degli Apostoli. Undici è il numero di chi ha superato la legge divina ma non ha ancora raggiunto la completezza della fede.
Viene però mantenuta la caratteristica monocursale: la “retta via” per raggiungere la beatitudine è una sola e si percorre in un unico modo — seguendo l’ortodossia della Chiesa.
Lucca, Chartres e la Via Francigena
Il labirinto di Lucca non è un caso isolato. La Cattedrale di Chartres, nel nord-ovest della Francia, ospita un labirinto quasi identico nel pavimento — ma molto più grande, con un diametro di circa 12 metri. Entrambe le cattedrali si trovano lungo la Via Francigena, il percorso di pellegrinaggio che da Canterbury portava a Roma.
Lucca era una delle tappe più importanti della Francigena. I pellegrini vi si fermavano per venerare il Volto Santo, il crocifisso ligneo custodito all’interno della Cattedrale — una delle reliquie più venerate del Medioevo, la più antica statua lignea monumentale dell’Occidente. Il portico della cattedrale, dove si trova il labirinto, era spesso affollato di cambiavalute che trafficavano con i pellegrini in transito.
In questo contesto il labirinto assume un significato ulteriore: il cammino del pellegrino verso la meta — Gerusalemme per chi poteva arrivarci, Roma per gli altri, e in ogni caso Dio come destinazione ultima. Il labirinto sulla facciata era un promemoria visivo per chi passava: il viaggio è difficile, la strada sembra impossibile, ma la fede ti guida.
L’Asimmetria della Facciata
Prima ancora di notare il labirinto, la facciata della Cattedrale di San Martino cattura l’attenzione per un dettaglio insolito: è asimmetrica. L’arcata di destra del portico è visibilmente più stretta di quella centrale e di quella di sinistra.
La spiegazione più accreditata è pratica: il portico, costruito nella prima metà del XII secolo, dovette fare i conti con il campanile preesistente, alto 60 metri, che occupava già lo spazio a destra. L’arcata fu semplicemente adattata allo spazio disponibile.
Ma il dettaglio non smette di stupire, perché per la Chiesa medievale l’armonia architettonica era fondamentale — le strutture storte e asimmetriche venivano considerate addirittura opera del demonio. Che i costruttori abbiano accettato questa “imperfezione” dice molto sulla complessità delle scelte che hanno plasmato questa cattedrale.
La Leggenda dei Condannati a Morte
Il labirinto di Lucca è anche protagonista di una leggenda macabra che si è tramandata fino ai giorni nostri. Si racconta che i condannati a morte venissero condotti davanti al labirinto con una promessa: chi fosse riuscito a risolvere il percorso al primo tentativo avrebbe avuto salva la vita.
In questo modo, il condannato avrebbe dimostrato di aver “ritrovato il giusto cammino”, aiutato dalla fede e dalla luce divina. Un’ultima possibilità di redenzione — almeno secondo la leggenda.
Non esistono documenti storici che confermino questa pratica, ma la storia è talmente radicata nella tradizione lucchese da essere diventata parte integrante del fascino del labirinto.
Come Vedere il Labirinto
Il labirinto si trova all’esterno della Cattedrale, sotto il portico della facciata, ed è visibile gratuitamente in qualsiasi momento. Non serve il biglietto: basta avvicinarsi al pilastro destro del portico, quello addossato alla base del campanile.
Se vuoi proseguire la visita all’interno della Cattedrale, il biglietto costa €4 intero (€2,50 ridotto) e include l’accesso alla sagrestia dove è conservato il monumento funebre di Ilaria del Carretto, capolavoro dello scultore senese Jacopo della Quercia. Scopri la Cattedrale di San Martino
Il biglietto combinato per Cattedrale + Campanile + Museo + Battistero costa €9 intero (€6 ridotto) ed è valido per visitare l’intero complesso.
Scopri i Misteri di Lucca con una Guida
Il labirinto è solo uno dei tanti dettagli nascosti della Cattedrale e del centro storico di Lucca — dettagli che è facile non notare senza qualcuno che te li faccia vedere. Se vuoi scoprire la storia dietro i monumenti di Lucca, un tour guidato è il modo migliore:
👉 Cerca tour guidati del centro storico e della Cattedrale su GetYourGuide
Vuoi continuare a esplorare Lucca?
- Cosa Vedere a Lucca in un Giorno
- Cattedrale di San Martino
- Ilaria del Carretto e il Monumento Funebre
- Cosa Significa la Scritta OPA nelle Chiese?
- Basilica di San Frediano
- Le Mura di Lucca
Ultimo aggiornamento: aprile 2026.

