Barsanti e Matteucci: gli Inventori del Motore a Scoppio e il Monumento a Lucca

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Pochi sanno che il motore a scoppio — il cuore della mobilità moderna, da cui derivano tutte le automobili a combustione — fu inventato da due italiani legati a Lucca: padre Eugenio Barsanti, fisico nato a Pietrasanta, e l’ingegnere lucchese Felice Matteucci. Il loro progetto fu depositato il 6 giugno 1853, ben quattordici anni prima del celebre brevetto del tedesco Nikolaus Otto a cui la storia ha attribuito il merito.

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L’11 giugno 2026 Lucca rende finalmente omaggio ai suoi due geni con l’inaugurazione di un nuovo monumento permanente in piazza Monsignor Emilio Maggini, all’interno di Porta San Pietro, accompagnato da un convegno storico-scientifico e dall’accensione di una fedele riproduzione del loro motore.

In questo articolo ripercorriamo la storia dei due inventori, l’importanza della loro invenzione e i dettagli dell’evento dell’11 giugno con cui la città li celebra.

📅 L’evento dell’11 giugno 2026
Quando: giovedì 11 giugno 2026
Cosa: convegno, inaugurazione del monumento, accensione del motore ricostruito, momento musicale
Dove: Auditorium Banca del Monte (ore 17:00), piazza Monsignor Emilio Maggini (ore 18:30), piazza del Giglio (ore 20:00)
Costo: gratuito
Promotori: Fondazione Barsanti e Matteucci e Rotary Club di Lucca, con il patrocinio del Comune di Lucca

Chi Erano Barsanti e Matteucci

Eugenio Barsanti (1821-1864)

Eugenio Barsanti nacque a Pietrasanta, in provincia di Lucca, nel 1821, con il nome di battesimo di Nicolò. Entrato giovanissimo nell’ordine religioso dei Padri Scolopi (le Scuole Pie), assunse il nome di Eugenio e divenne sacerdote, fisico e matematico, dedicandosi all’insegnamento nei collegi dell’ordine.

Fu proprio durante una lezione, mostrando agli studenti l’esplosione di una miscela di gas, che Barsanti ebbe l’intuizione che avrebbe cambiato la storia: l’energia liberata da uno scoppio poteva essere trasformata in forza meccanica. Un’idea rivoluzionaria, perché fino ad allora il movimento delle macchine dipendeva dal vapore.

Felice Matteucci (1808-1887)

Felice Matteucci nacque a Lucca nel 1808. Ingegnere idraulico e meccanico di formazione, lavorò alle grandi opere di bonifica del territorio toscano, tra cui quella del lago di Bientina. Uomo pratico e competente nella costruzione delle macchine, era la figura ideale per tradurre in realtà l’intuizione teorica di Barsanti.

I due si incontrarono all’Osservatorio Ximeniano di Firenze, centro scientifico di livello universitario, e iniziarono a collaborare nel 1851. Da quel momento la loro vita fu legata al sogno di costruire un motore migliore di quello a vapore. Matteucci morì a Vorno, nel comune di Capannori (Lucca), nel 1887.

L’Invenzione del Motore a Scoppio

L’idea dei due inventori era semplice e geniale: realizzare un motore che non avesse bisogno di entrare in pressione come la macchina a vapore, ma che funzionasse grazie all’esplosione di una miscela gassosa all’interno di un cilindro — ovvero il principio della combustione interna su cui si basa ancora oggi ogni motore a benzina.

Le tappe fondamentali della loro impresa:

  • 1851 — inizio della collaborazione tra Barsanti e Matteucci.
  • 6 giugno 1853 — depositano all’Accademia dei Georgofili di Firenze un documento sigillato con la descrizione dell’invenzione (non esisteva ancora un ufficio brevetti in Italia). È la data di nascita ufficiale del primo motore a scoppio della storia.
  • 1854 — ottengono a Londra il primo brevetto inglese (n° 1072), seguito da brevetti in diverse nazioni europee.
  • 1857 — brevetto inglese n° 1655, con due soluzioni costruttive del motore.
  • 1859 — fondazione della “Società anonima del nuovo motore Barsanti e Matteucci” per sfruttare commercialmente l’invenzione.

Il loro motore funzionava: ne furono costruiti diversi prototipi presso officine italiane ed estere, e uno di questi avrebbe dovuto azionare un battello sul lago di Como. La loro invenzione precedette di quattordici anni il motore a quattro tempi di Nikolaus Otto (1867) e di alcuni anni quello di Jean Étienne Lenoir (1860).

Perché Non Furono Riconosciuti

Nonostante il primato cronologico e i numerosi brevetti depositati, Barsanti e Matteucci non videro mai riconosciuto ufficialmente il loro contributo. Le ragioni furono diverse: la morte prematura di Barsanti nel 1864 (a soli 43 anni, durante un viaggio in Belgio per seguire la costruzione di un motore), la grave malattia che colpì Matteucci già dal 1862, e il fallimento della società costituita per promuovere l’invenzione.

Mentre i due toscani si arrestavano per cause personali e finanziarie, furono i motori di Lenoir e soprattutto di Otto a ottenere ampia diffusione commerciale e a entrare nei libri di storia. È per questo che ancora oggi, parlando dell’invenzione del motore a scoppio, si citano nomi stranieri — quando i veri pionieri furono due italiani legati a Lucca.

La Fondazione Barsanti e Matteucci, con sede a Lucca, lavora da anni proprio per restituire ai due inventori il posto che meritano nella storia della tecnica, attraverso ricerche, pubblicazioni e la ricostruzione fedele dei loro motori. Una di queste riproduzioni è stata donata persino al Deutsches Museum di Monaco di Baviera, il più importante museo della scienza e della tecnica in Germania.

Il Legame con Lucca

Il territorio lucchese è la vera culla di questa invenzione: Barsanti era nato a Pietrasanta, allora in provincia di Lucca; Matteucci era lucchese di nascita e morì a Vorno, nel comune di Capannori; e a Lucca ha sede la Fondazione che ne custodisce la memoria. La città rivendica quindi a pieno titolo il ruolo di patria degli inventori del motore a scoppio, accanto agli altri grandi nomi che ne hanno fatto la fama nel mondo — da Giacomo Puccini a Luigi Boccherini.

Il Nuovo Monumento a Barsanti e Matteucci

Il cuore della celebrazione dell’11 giugno 2026 è l’inaugurazione di un monumento permanente donato alla città, collocato in piazza Monsignor Emilio Maggini, nell’area della fontana tra Porta San Pietro e la scesa delle Mura — uno degli ingressi più frequentati del centro storico.

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L’opera è stata realizzata dalla scultrice lucchese Giulia Santarini, diplomata all’Accademia di Belle Arti di Carrara, insieme al meccanico Paolo Ciorli e all’architetto Chiara Lazzari. La ricerca artistica di Santarini unisce materiali naturali, metalli ed elementi industriali, con un ruolo centrale dato al movimento, fino a realizzare vere e proprie sculture cinetiche.

Il monumento è particolarmente suggestivo nel suo simbolismo:

  • i busti dei due inventori sono realizzati con la tecnica degli anellini di rame saldati tra loro, cara alla scultrice;
  • all’interno, un meccanismo di elementi messi in rotazione dalla pressione dell’acqua raffigura l’invenzione in movimento;
  • il tutto è racchiuso in un cerchio rotante, simbolo del mondo delle idee in cui il sodalizio tra i due scienziati e la loro invenzione prendono vita.

La realizzazione è stata resa possibile dal service del Rotary Club di Lucca e dal contributo di numerose aziende del territorio, a testimonianza del legame tra il tessuto imprenditoriale lucchese e la memoria della città.

Il Programma dell’11 Giugno 2026

  • Ore 17:00 — Auditorium della Fondazione Banca del Monte di Lucca (Palazzo delle Esposizioni). Convegno “Storia di un’invenzione rivoluzionaria: il motore a scoppio di Barsanti e Matteucci”, un approfondimento storico e scientifico coordinato dalla presidente della Fondazione Barsanti e Matteucci, Maria Luisa Beconcini, con relatori del mondo accademico e scientifico.
  • Ore 18:30 — Piazza Monsignor Emilio Maggini (dentro Porta San Pietro). Cerimonia ufficiale di inaugurazione del monumento, con i saluti delle autorità e lo svelamento dell’opera. Durante la cerimonia sarà messo in funzione il motore a scoppio ricostruito dal Club Moto d’Epoca Fiorentino sulla base dei progetti originali: un momento spettacolare che permette di vedere e sentire all’opera una fedele riproduzione storica dell’invenzione.
  • Ore 20:00 — Piazza del Giglio. Momento musicale conclusivo a cura dell’Associazione Musicale Lucchese.
💡 Consiglio del Locale
Il momento da non perdere è l’accensione del motore alle 18:30 in piazza Monsignor Emilio Maggini: vedere funzionare dal vivo la riproduzione della “macchina animata” Barsanti-Matteucci è un’esperienza rara, soprattutto per gli appassionati di motori e di storia della tecnica. E per una curiosa coincidenza, l’evento cade negli stessi giorni del passaggio della Mille Miglia a Lucca (10-11 giugno): un weekend perfetto per chi ama i motori, dalle auto d’epoca alle origini stesse del motore a scoppio.

Dove si Trova il Monumento

Il monumento è collocato in piazza Monsignor Emilio Maggini, appena dentro Porta San Pietro, la principale porta d’accesso al centro storico per chi arriva dalla stazione ferroviaria. Si trova nell’area della fontana, ai piedi della scesa delle Mura di Lucca.

È quindi una delle prime cose che si incontrano entrando in città dalla stazione: un nuovo punto di interesse permanente che si aggiunge al patrimonio monumentale di Lucca, facilmente inseribile in qualsiasi itinerario di visita.

Cosa Vedere a Lucca

Dopo aver visitato il monumento appena entrati da Porta San Pietro, il centro storico è tutto da scoprire:

Informazioni Pratiche

Come arrivare

In treno — la stazione di Lucca è a 5 minuti a piedi da Porta San Pietro, dove si trova il monumento. È la soluzione più comoda.

In auto — il centro è ZTL. Parcheggia fuori dalle Mura: il Parcheggio Carducci, proprio fuori Porta San Pietro, è il più vicino al monumento.

Dove dormire

Se vieni da fuori per l’evento o per scoprire la Lucca degli inventori, il centro storico è la base ideale.

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Per le zone migliori: Dove Dormire a Lucca.

Dove mangiare

La zona di Porta San Pietro e via San Paolino è ricca di trattorie e ristoranti:

  • Trattoria da Leo — Via Tegrimi 1, cucina lucchese popolare
  • Buca di Sant’Antonio — Via della Cervia 3, storica dal 1782
  • Gli Orti di Via Elisa — cucina ricercata (tra i sostenitori del monumento)

Per la guida completa: Cosa Mangiare a Lucca.

Tour guidati

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Domande Frequenti su Barsanti e Matteucci

Chi ha inventato il motore a scoppio?

Il motore a scoppio fu inventato da Eugenio Barsanti e Felice Matteucci, due inventori toscani legati a Lucca, che ne depositarono la descrizione all’Accademia dei Georgofili di Firenze il 6 giugno 1853, quattordici anni prima del brevetto di Nikolaus Otto.

Perché si attribuisce il motore a scoppio a Otto e non a Barsanti e Matteucci?

Perché furono i motori di Lenoir e di Otto a ottenere diffusione commerciale e a entrare nei libri di storia. Barsanti e Matteucci, pur avendo il primato cronologico e numerosi brevetti, non riuscirono a imporre la loro invenzione a causa della morte prematura di Barsanti (1864), della malattia di Matteucci e del fallimento della loro società.

Quando si svolge l’evento “Lucca celebra Barsanti e Matteucci”?

Giovedì 11 giugno 2026, con un convegno alle 17:00 all’Auditorium della Banca del Monte, l’inaugurazione del monumento alle 18:30 in piazza Monsignor Emilio Maggini e un momento musicale alle 20:00 in piazza del Giglio. Tutti gli appuntamenti sono gratuiti.

Dove si trova il monumento a Barsanti e Matteucci?

In piazza Monsignor Emilio Maggini, appena dentro Porta San Pietro a Lucca, nell’area della fontana ai piedi della scesa delle Mura. È a pochi minuti a piedi dalla stazione ferroviaria.

Chi ha realizzato il monumento?

La scultrice lucchese Giulia Santarini, diplomata all’Accademia di Belle Arti di Carrara, con il meccanico Paolo Ciorli e l’architetto Chiara Lazzari. L’opera raffigura i busti dei due inventori in anellini di rame, con un meccanismo interno mosso dall’acqua e un cerchio rotante che simboleggia il mondo delle idee.

Dove si trova il motore originale di Barsanti e Matteucci?

Le riproduzioni storiche dei loro motori sono conservate a Firenze, dove l’invenzione fu sviluppata (Osservatorio Ximeniano e Museo Galileo). Una fedele riproduzione funzionante è stata ricostruita dal Club Moto d’Epoca Fiorentino e presentata nel 2025; sarà proprio questa a essere accesa durante la cerimonia dell’11 giugno a Lucca.

Eugenio Barsanti era di Lucca?

Barsanti nacque a Pietrasanta, allora in provincia di Lucca. Felice Matteucci era invece lucchese di nascita e morì a Vorno, nel comune di Capannori (Lucca). A Lucca ha sede la Fondazione Barsanti e Matteucci che ne custodisce la memoria.

Per Restare Aggiornato

Aggiorneremo questo articolo con il resoconto dell’inaugurazione e con le foto del monumento dopo l’11 giugno 2026.

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