Il Volto Santo di Lucca: La Scultura più Antica d’Occidente, tra Leggenda e Scienza

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Nella navata sinistra della Cattedrale di San Martino a Lucca, dentro un tempietto di marmo costruito da Matteo Civitali nel 1484, è custodito il Volto Santo — un crocifisso in legno di noce alto quasi 2 metri e mezzo che è la più antica scultura lignea dell’Occidente arrivata fino a noi.

il volto Santo di Lucca

Non è un’opera d’arte qualsiasi. Per i lucchesi è il simbolo della città — più delle Mura, più della Torre Guinigi. Per secoli è stato il motivo per cui i pellegrini della Via Francigena si fermavano a Lucca. La leggenda vuole che il suo volto non sia stato scolpito da mano umana, ma completato dagli angeli. E la scienza, nel 2020 e poi nel 2025, ha confermato che la statua è davvero antichissima — risalente all’VIII-IX secolo.

Dante lo cita nell’Inferno. Guglielmo il Rosso, re d’Inghilterra, giurava “per il Santo Volto di Lucca”. Ogni 14 settembre, la città si illumina di migliaia di candele per la Luminara in suo onore. Se c’è una cosa da vedere a Lucca che racconta il cuore della città, è questa.

volto santo di lucca vestito a festa

La Leggenda: Nicodemo e il Volto Completato dagli Angeli

La storia del Volto Santo viene da un testo del XII secolo, la Leggenda Leboiniana, scritta dal diacono Leboino. Secondo il racconto, Nicodemo — il membro del Sinedrio che aveva aiutato Giuseppe d’Arimatea a deporre Cristo dalla croce — volle scolpire un crocifisso in legno di noce per preservare le vere sembianze di Gesù.

Nicodemo riuscì a scolpire il corpo, ma non osò affrontare il volto — non si sentiva capace di riprodurre i tratti di Cristo. Sfinito, si addormentò. Al risveglio, il volto era stato completato. Secondo la leggenda, erano stati gli angeli a scolpirlo durante la notte. Per questo il Volto Santo è considerato un’immagine acheropita — “non fatta da mano umana” — allo stesso modo della Sacra Sindone.

Il crocifisso fu nascosto per secoli in una grotta in Palestina, fino a quando nell’VIII secolo il vescovo Gualfredo, pellegrino in Terra Santa, ebbe una visione che lo condusse al nascondiglio. Lo caricò su una barca senza equipaggio e la affidò alla Provvidenza. La barca attraversò tutto il Mediterraneo e approdò a Luni, in Liguria, vicino all’odierna Sarzana.

Nacque subito una contesa tra Luni e Lucca su chi dovesse custodire la reliquia. La decisione fu affidata a due buoi che, aggiogati al carro con il crocifisso, avrebbero scelto la direzione: verso Luni o verso Lucca. I buoi scelsero Lucca. Come compenso, Luni ricevette un’ampolla con il sangue di Cristo rinvenuta in un comparto alla base della croce — un’ampolla che è conservata ancora oggi a Sarzana.

A Lucca il Volto Santo fu posto nella Chiesa di San Frediano. Ma al mattino seguente era sparito. Fu ritrovato negli orti vicino alla Cattedrale di San Martino — e quel misterioso “spostamento” fu interpretato come un segno divino. Da allora, il Volto Santo è custodito nel Duomo.

La Scienza: La Datazione al Carbonio-14

Per secoli la leggenda è stata considerata… una leggenda. Gli storici dell’arte datavano il crocifisso al XII secolo, ritenendolo una copia di un originale più antico andato perduto.

Poi, nel giugno 2020, è arrivata la svolta. L’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) di Firenze, su incarico dell’Opera del Duomo di Lucca, ha eseguito le analisi al carbonio-14 su tre campioni di legno e un frammento di tela. Il risultato è stato clamoroso: il Volto Santo è databile tra gli ultimi decenni dell’VIII secolo e l’inizio del IX — esattamente l’epoca indicata dalla Leggenda Leboiniana, che fissa l’arrivo a Lucca al 782.

La leggenda, almeno nella cronologia, aveva ragione. Il Volto Santo non è una copia medievale: è l’originale.

Nel settembre 2025, al termine di un complesso restauro diretto dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, è arrivata un’ulteriore conferma. Le indagini dendrocronologiche sulla croce (coeva al Cristo) hanno fissato una datazione precisa intorno all’860, con margini minimi di scostamento. E il restauro ha svelato una sorpresa: sotto lo strato di nerofumo che per secoli aveva reso il crocifisso scuro (da cui il soprannome “Cristo nero”), è emersa la policromia originale — un Cristo con gli occhi aperti, lo sguardo intenso, la tunica colorata. Un’immagine molto diversa da quella a cui i lucchesi erano abituati.

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Il Volto Santo restaurato è stato ripresentato al pubblico il 13 settembre 2025.

Dante, Re d’Inghilterra e la Via Francigena

La fama del Volto Santo nel Medioevo era enorme — ben oltre i confini di Lucca e dell’Italia.

Dante Alighieri lo cita nel canto XXI dell’Inferno (verso 48), quando un diavolo della quinta bolgia dice ai barattieri lucchesi immersi nella pece bollente: “Qui non ha loco il Santo Volto; qui si nuota altrimenti che nel Serchio” — un sarcasmo feroce che funziona solo perché il Volto Santo era così celebre che tutti i lettori del Trecento capivano il riferimento.

Guglielmo II il Rosso, re d’Inghilterra tra il 1087 e il 1100, era solito giurare “per il Santo Volto di Lucca” — una testimonianza che dimostra quanto la fama della reliquia fosse diffusa in tutta Europa.

La ragione di questa popolarità era la posizione di Lucca sulla Via Francigena — la principale via di pellegrinaggio che collegava Canterbury a Roma. Lucca era una delle tappe obbligate, e il Volto Santo era la reliquia per cui i pellegrini si fermavano. Insieme al labirinto sulla facciata della Cattedrale, il Volto Santo trasformò Lucca in un centro di pellegrinaggio di importanza europea.

La Luminara e la Festa di Santa Croce

Ogni anno, la sera del 13 settembre, le vie del centro storico di Lucca si illuminano di migliaia di candele e lumini per la Luminara di Santa Croce — la processione notturna che accompagna il Volto Santo dalla Basilica di San Frediano alla Cattedrale di San Martino, attraverso le strade del centro.

Il giorno dopo, il 14 settembre, è la Festa della Santa Croce — la festa più importante di Lucca, il vero “giorno di Lucca”. Il Volto Santo viene “vestito” con i gioielli del suo tesoro: corona, collare e ornamenti in oro e diamanti (il resto dell’anno i gioielli sono esposti nel Museo della Cattedrale). Le porte del tempietto di Civitali vengono aperte, e i fedeli possono avvicinarsi come non è possibile nel resto dell’anno.

L’altra data in cui il Volto Santo viene addobbato con i gioielli è il 3 maggio, festa dell’Invenzione della Santa Croce.

Se puoi scegliere quando visitare Lucca, il 13-14 settembre è un’esperienza che non ha paragoni.

Dove Vedere il Volto Santo

Il Volto Santo si trova nella navata sinistra della Cattedrale di San Martino, dentro il tempietto di marmo realizzato da Matteo Civitali nel 1484. È visibile durante gli orari di apertura della Cattedrale.

Biglietto Cattedrale: €4 intero / €2,50 ridotto (include la sagrestia con Ilaria del Carretto)

Biglietto combinato (Cattedrale + Museo + Campanile + Battistero): €9 intero / €6 ridotto

Lucca Visit Card: il Complesso della Cattedrale è incluso.

Orari Cattedrale: Lunedì–venerdì 9:30–17:00, sabato 9:30–18:00, domenica 12:00–17:00.

Consiglio: Il Volto Santo è stato restaurato nel 2025 e restituito al suo aspetto originario con la policromia ritrovata. Se lo hai visto prima del restauro, vale la pena tornare — è un’opera diversa da quella che ricordi.

Il Tesoro del Volto Santo

I gioielli con cui il Volto Santo viene addobbato nelle feste solenni sono esposti nel Museo della Cattedrale (incluso nel biglietto combinato e nella Lucca Visit Card). Il Tesoro comprende la corona, il collare, le fasce della veste e un gioiello in diamanti di manifattura francese risalente alla corte del Re Sole. Insieme ai codici miniati, alle oreficerie e ai tessuti antichi, è una delle collezioni più preziose della Cattedrale.

Scopri il Volto Santo con una Guida

La storia del Volto Santo — la leggenda, la scienza, la Luminara — è il tipo di racconto che una guida locale sa trasformare in un’esperienza indimenticabile:

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Ultimo aggiornamento: aprile 2026. La datazione del Volto Santo è basata sulle analisi al carbonio-14 dell’INFN (2020) e sulle indagini dendrocronologiche condotte durante il restauro (2025).

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